Wednesday, 10 April 2019

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131 ABARTH RALLY GR.4 E IL PRIMO MONDIALE FIAT


131 ABARTH RALLY GR.4 E IL PRIMO MONDIALE FIAT

Posted: 09 Apr 2019 06:44 AM PDT

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Tre Mondiali Costruttori (1977, 1978, 1980) e due titoli Piloti (1978 e 1980) sono il palmarès di assoluto rispetto per una vettura dalle forme di una tranquilla berlina ma con la grinta e le performance di una vera auto da competizione.

Come i clienti avevano indotto Fiat a investire nei rally e far evolvere la 124 Spider nella versione Abarth, così gli ottimi risultati ottenuti proprio dalle 124 Abarth avevano convinto il marketing ad investire nell'elaborazione della popolare 131, trasformando così una tranquilla berlina da famiglia in una vincente vettura da competizione. In corso Marche i tecnici dell'Abarth colsero la sfida di progettare una vettura stradale, necessaria per l'omologazione Gruppo 4, che avesse già tutti i requisiti utili alla versione da corsa.

L'Abarth riuscì a realizzare, attraverso l'uso di vetroresina e alluminio, una carrozzeria alleggerita con l'aspetto ispirato alla 131 tre volumi due porte. I parafanghi allargati sono raccordati dall'ampio spoiler anteriore, ed il baule, sempre in resina, termina con il caratteristico spoiler posteriore. In resina anche il cofano motore, caratterizzato dall'ampia presa d'aria dinamica sul lato sinistro. Le due portiere sono invece realizzate in alluminio.

Il motore, in parte derivato da quello della 132, è un quattro cilindri in linea 1.995 cm3 con testata in lega leggera, doppio albero a camme, 16 valvole e iniezione meccanica Kugelfisher nella versione "Corsa". La versione stradale, con carburatore doppio corpo Weber, eroga 140 cavalli, ma quelle da corsa a iniezione raggiungono i 235 Cv. Cambio a cinque marce a innesti frontali anche per le 131 Abarth stradali e differenziale autobloccante ZF (solo sulle Corsa) trasmettono la potenza alle gomme Pirelli P7 ribassate.

L'anno di grazia fu il 1977 quando la 131 Abarth centrò l'obiettivo della conquista del Campionato del Mondo Costruttori. Sotto la guida di Daniele Audetto, con i piloti Walter Röhrl e Markku Alén, seguirono altri due Mondiali Costruttori e due titoli Piloti.

Non erano anni facili perché la crisi petrolifera mortificava il mondo delle corse ancor più del mercato dell'auto. Ma l'entusiasmo del pubblico italiano per le gare automobilistiche non venne tradito. L'istituzione nel 1978 dell'ente ASA, in cui confluivano i reparti corse di Lancia e Fiat, fece il miracolo di soddisfare gli appassionati tifosi spostando le Lancia prima verso il Campionato Europeo e poi verso la pista, lasciando all'emergente 131 Abarth il compito di vincere i rally mondiali.

Compito che le 131 Abarth assolsero alla grande, conquistando tre titoli iridati costruttori, con 18 vittorie assolute, due doppiette e cinque triplette. Un palmarès a cui si sommano la Coppa Piloti FIA del 1978 vinta da Markku Alén, e il Campionato del Mondo Piloti vinto da Walter Röhrl nel 1980. Altri piloti contribuirono ad accrescere l'affetto dei tifosi per le 131 Abarth: dai "nordici" Salonen e Waldegaar ai francesi Andruet, Darniche e la Mouton. Tanti furono anche i piloti italiani: Becchelli, Verini, il compianto Bettega, lo stesso Munari, Cerrato, Vudafieri, Carello, fino a Zanussi che vinse il Trofeo Nazionale nel 1982. 
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FIAT 500 ELABORAZIONE ABARTH

Posted: 09 Apr 2019 06:24 AM PDT

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La Fiat si affida all'Abarth per dimostrare al pubblico quanto la Nuova 500 sia una vettura affidabile e prestante.

Dopo il lancio del 1957 le vendite della Nuova 500 stentano a decollare. Lo scetticismo di alcuni giornalisti rischia di diventare un luogo comune: ritengono che la nuova utilitaria di Torino abbia un motore troppo piccolo che rischia di non essere affidabile.

Fiat corre ai riparti facendosi aiutare dall'Abarth. Viene così allestita una versione speciale elaborata dalla Casa dello Scorpione. Con pochi mirati interventi la cura Abarth sortisce un 30% di prestazioni in più, ma ora occorre dimostrare quanto la vettura sia affidabile nelle lunghe percorrenze.

Ancora una volta Fiat e Abarth decidono di rispondere allo scetticismo con i fatti, recandosi sul tracciato brianzolo di Monza e coinvolgendo anche la stampa straniera, facendo correre insieme ai propri collaudatori un giornalista d'oltralpe.

Sei piloti per sei record battuti in sette giorni: una maratona senza sosta per stabilire quanto potessero realmente fare la Nuova 500 e il suo piccolo motore.

Nel febbraio del 1958 sul circuito di Monza sei piloti si alternano alla guida della Fiat 500 N elaborazione Abarth: Mario Poltronieri, Mario Guarnieri, Bernard Cahier, Corrado Manfredini, Armando Giuberti e Remo Cattini. Il primo a partire è il giornalista francese Cahier, che guida le prime 5 ore. Partecipa anche Mario Poltronieri, che da collaudatore dell'Abarth diventerà, qualche anno dopo, affermato giornalista sportivo nonché cronista di motori per la Rai.

Sette giorni sulle sopraelevate dell'anello dell'alta velocità a 108,252 km/h di media percorrendo 18.886,44 km: la piccola 500 stabilisce il suo primo record internazionale per la Classe I (vetture da 350 a 500 cm3) e di lì a poco ne frantuma altri cinque: 15.000 km in 139 h 16' 33" alla media di 107,699 km/h; 10.000 miglia in 149 h 09' 29" alla media di 107,894 km/h e i record di percorrenza di quattro, cinque e sei giorni.

Un risultato esaltante che viene ripreso in tutt'Europa, non soltanto dalla stampa specializzata. Una bella promozione per dimostrare da un lato l'affidabilità della piccola Fiat e dall'altro le capacità dell'Abarth di migliorare sensibilmente le prestazioni di una vettura senza intaccarne la robustezza. 
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